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Finalmente poteva riabbracciarla, non ricordava più il suo profumo di ciliegia, ma le sue dita, perfette e curiose, quelle non le aveva dimenticate.
Affondò il viso tra i suoi capelli, per nasconderle le lacrime, ma quando la sua bocca si avvicinò fremente per cercare di strappare un bacio perduto, la realtà lo richiamò a sè, per costringerlo a vivere ancora un altro giorno in solitudine.
Anonimo
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Ti innesti irrazionale nel mio malanno,
la perdita costante del mio senno;
voce narrante nei miei restare
in bilico tra onirico e ciclico sul mio ciglio.
Mi risveglio per aprire la porta, per vedere, per capire
le stanze socchiuse dei miei sogni.
Anonimo |